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Il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci nella Biblioteca Ambrosiana di Milano ridotto e pubblicato dalla Regia Accademia dei Lincei. Piumati Giovann
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Offer updated on 28/06/2022
L'Editio princeps del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, il monumento che l'Italia rese al grande genio.Otto volumi in folio (52 cm), legatura in mezza pelle blu, dorso a cinque nervi con impressioni oro a secco. Esemplare in quattro volumi di testo e quattro volumi di tavole con la seguente collazione: [testo] pp. [XIV], 336; pp. 337-634; pp. 635-944; pp. 945-1311. [tavole] I-CCCL; CCCLI-DCC; DCCI-MXXXXII; MXXXXIII-MCCCLXXXIV. Edizione limitata a 280 esemplari, il nostro è il numero 134. "Il proposito di una riproduzione integrale del più importante fra i codici vinciani doveva affermarsi solo nel 1870, ajutato da particolari circostanze" (*)Nel settembre di quell'anno si tenne a Parma il primo Congresso Artistico Italiano ed esposizione d'Arti Belle in cui gli artisti radunativi indicarono la città di Milano come sede per la successiva riunione che si sarebbe tenuta nel 1872. In quell'epoca era ormai quasi realizzato il progetto del monumento dedicato alla figura di Leonardo da Vinci, che più di vent'anni addietro si era deciso di compiere sulla nuova piazza progettata mediante la demolizione del gruppo di case che si interponeva fra il teatro alla Scala ed il Palazzo Marino. "Il congresso del 1872 non poteva pertanto lasciar sfuggire la opportunità di estrinsecarsi come una festa in onore del grande artista che in Milano aveva passato il periodo più laborioso della sua vita" (ibidem). Cesare Correnti, allora Ministro della Pubblica Istruzione, colla nota del 6 novembre 1870 affidò alla Regia Accademia di Belle Arti in Milano l'incarico di organizzare il futuro congresso, soggiungendo che «il monumento più degno di Milano e di Leonardo sarebbe una edizione principe delle sue opere». Siccome tale idea venne accolta con grande favore, lo stesso Correnti, con nota del 5 novembre 1871, affidò alla Commissione stessa «la cura di raccogliere notizie intorno agli autografi e ai disegni inediti di Leonardo e preparare una pubblicazione di una Saggio di quei preziosi cimeli dell'arte e della scienza italiana».Il Saggio realizzato in occasione del Congresso diede l'occasione di ricercare e sperimentare quel metodo di illustrazione che avrebbe dato le migliori garanzie per un risultato degno di Leonardo.Risultato pratico di questo Saggio fu la consapevolezza della particolare importanza di una trascrizione interamente conforme all'originale "dimostrata dalla necessità di conservare scrupolosamente le più minute particolarità dell'ortografia di Leonardo, rinunciando a qualsiasi soppressione delle irregolarità di punteggiatura e di accoppiamento di parole, ed a maggior ragione rinunciando a qualsiasi rammodernamento di voce, lavoro che troppo facilmente può alterare il significato dello scritto e distruggere qualche indizio utile allo studio dei medesimi, giacchè dalla stessa punteggiatura irregolare usta sa Leonardo, si può in molti casi arguire l'epoca dello scritto, e stabilire quindi, in ordine di tempo, le differenti esposizioni di uno stesso...
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